La diocesi di Como
La diocesi di Como - sorta verso la fine del IV secolo con l'arrivo del primo vescovo, Felice - acquisì, nel tempo, giurisdizione
spirituale sul territorio dell'antico
municipium romano, distendendosi sulle vie che conducono
verso i passi alpini (Lucomagno, Spluga, Maloja, Bernina, Stelvio).
La diocesi comprendeva pertanto territori corrispondenti a tutta l'attuale provincia di Sondrio (Valchiavenna,
Valtellina, Bormiese), a parte di quella di Como (la città e la cintura suburbana denominata "pieve di Zezio"; due pievi
soltanto a meridione del capoluogo, Fino e Uggiate; la sponda occidentale del Lario con la Valle Intelvi) e a piccole zone
nell'attuale provincia di Varese (la Valcuvia e la Valmarchirolo) e di Lecco (pieve di Mandello).
Il vescovo di Como, fino al 1885, ebbe giurisdizione anche sulla maggior parte dell'attuale Canton Ticino (pievi di
Balerna, Mendrisio, Riva San Vitale, Lugano, Agno, Locarno, Bellinzona), escluse tre valli - Blenio, Leventina, Riviera che
formavano la pieve di Biasca - e altre singole località (Brissago, Tesserete) unite alla diocesi di Milano. Le pievi del
Canton Ticino furono assegnate all'Amministrazione apostolica del Ticino, poi diocesi di Lugano. Analogamente, nel 1871,
era passata sotto l'autorità del vescovo di Coira la val Poschiavo (attuale Canton Grigioni), in precedenza di pertinenza del presule comense.
La presenza di porzioni di territorio appartenenti alla giurisdizione milanese comprese o variamente interposte a quelle comasche deriva dal sovrapporsi dei concorrenti interessi politico-ecclesiastici delle due città sulle vie di comunicazione verso il Nord.
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