Opera pia Gallio



«L’Opera pia Gallio fu fondata da Tolomeo Gallio l’8 giugno 1601, con atto notarile rogato a Roma dal notaio Gerolamo Fabrio de Trevio. Il cardinale di Como formalizzava così quanto già deliberato il 10 gennaio dello stesso anno presso Giovanni Battista Marchesi notaio di Como, ossia la donazione di 50.000 scudi pro subventione et auxilio pauperum et piorum locorum civitatis et districtus Comi, patriae suae dilectissimae» (1).
L’opera provvedeva alla distribuzione annuale di quindici doti per “zitelle povere” e di lire 2.400 per i poveri, principalmente, ma non solo, «poveri vergognosi […], persone già di elevato livello sociale poi cadute in povertà e che quindi si vergognavano di essere considerate fra gli altri poveri» (2), provenienti dalla città e dai borghi di Como, da Cernobbio e dalle tre pievi di Sorico, Dongo e Gravedona (feudi della famiglia Gallio). Vi erano inoltre elemosine straordinarie, ad esempio, per i carcerati e per coloro che si trovavano in difficoltà in seguito a calamità naturali, tra le quali le esondazioni del lago (3) e dei corsi d’acqua del territorio comasco.
Ricevano una “pensione” annuale anche tre luoghi pii di Como, la fabbrica della cattedrale (per vent’anni), l’ospedale Maggiore e le orsoline di San Leonardo.
A partire dal 1635, all’incirca, una somma di denaro fu destinata a retribuire gli organisti e i maestri di cappella della cattedrale di Como (4).
Sei erano gli amministratori deputati alla conduzione dell’opera: il vescovo di Como e il primogenito maschio della famiglia Gallio, mentre gli altri quattro venivano scelti tra una terna di nomi presentata dal capitolo della cattedrale di Como, dai decurioni della città, dalla Compagnia della misericordia e dall’ospedale Maggiore di Como.
Le riunioni si tenevano presso la sede del vescovo o, in sua assenza, presso l’abitazione della famiglia Gallio.
«Benché sino all’estinzione della famiglia fondatrice le redini del pio luogo venissero tenute dagli eredi del cardinale, il vero cuore dell’opera pia fu la curia vescovile di Como», tanto che «le incombenze proprie del cancelliere saranno assunte dai vescovi comaschi» (5).

DESCRIZIONE DEL FONDO ARCHIVISTICO

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Note
(1) C. Pinotti, L’Opera pia Gallio di Como: origine e funzionamento in epoca di “Ancien Régime”, in «Archivio storico della diocesi di Como», 7 (1996), pp. 421-433, pp. 421-422.
(2) Ibi, p. 426.
(3) Il 31 dicembre 1679 fu consegnata una somma di denaro per i «poveri dannegiati del lago nelle parochie di Santo Giacomo, Santo Provino, Santo Nazaro, Santo Giorgio, Santo Salvatore e Santo Antonino nel mese passato d’ottobre» (Asdc, Opera pia Gallio, s.serie IV.II, reg. 2, f. 49dx).
(4) Si veda, ad esempio, il registro di amministrazione dal 1665 al 1681 (reg. 2) nella sottoserie IV.II. Nel 1638, inoltre, si trattò per sostenere la costruzione di una «cantoria per servitio delle musica, per contro all’organo» (Asdc, Opera pia Gallio, s.serie V.II, reg. 1, ff. IV 4v-5r).
(5) Pinotti, L’Opera pia Gallio, art. cit., p. 424.